La rivista Coriandoli

“Coriandoli” nasce come “giornale di classe” nell’ambito di un’attività didattica finalizzata in particolare a creare negli alunni interesse per la scrittura, a promuovere lo sviluppo di capacità di osservazione, di analisi e di critica, a sollecitare attenzione alla realtà ed all’ambiente oltre che come strategia per promuovere l’acquisizione di una corretta metodologia della ricerca storica.
La produzione di un giornale di classe, infatti, impone innanzitutto delle scelte di campo, vale a dire la selezione di ambiti di ricerca, la scelta dei contenuti, i possibili filoni di analisi, tradizioni che meritano di essere meglio conosciute e valorizzate, realtà da salvaguardare etc. e quale orizzonte più ricco di suggerimenti, di stimolazioni, di analisi può essere proposto agli alunni del loro stesso ambiente, della realtà in cui vivono, delle sue tradizioni, delle manifestazioni folcloristiche, degli usi, dei costumi, per non parlare dei suoi bisogni, delle sue carenze, della sua storia, del suo patrimonio architettonico e artistico, delle specifiche possibilità di sviluppo e così via dicendo.

Dopo una prima esperienza in tale ambito che porta la classe a produrre prima delle vacanze di Natale un otto pagine formato A4, l’attenzione degli alunni è tutta presa dal carnevale in preparazione. Ecco allora l’argomento sul quale concentrare le energie degli alunni e farli impegnare per riempire altre pagine di scrittura, di storia e di curiosità: il carnevale savianese. Ad essere coinvolte, questa volta, sono due classi: la prima e la terza sez. G anno scolastico 1992-93. Le due classi si mobilitano, si dividono i compiti; al rientro dalle vacanze alcuni filoni di ricerca sono già definiti: Il Carnevale come fenomeno, la storia del carnevale savianese, le sfilate dei carri anno per anno, il Carnevale Africano di Sirico, le tradizioni gastronomiche carnevalesche, le maschere. Ci si mette all’opera, si organizzano uscite sul territorio, si visitano alcuni “cantieri” dove fervono i preparativi per l’allestimento dei carri, si organizzano in classe interviste con i responsabili dei vari comitati, con i progettisti, con l’allora presidente della Pro Loco Carmine Pierro, con Donato Allocca, già presidente della Pro Loco, con l’artista Felix Policastro, autore del secondo manifesto simbolo del carnevale savianese (1988), si raccolgono materiali iconografici, si integrano tra di loro i contenuti e le informazioni raccolte, si procede alla stesura dei vari pezzi; insomma la scuola si trasforma in un “cantiere” essa stessa.

Il menabò è praticamente definito nella scelta degli argomenti, l’organizzazione dei contenuti, la selezione dei documenti fotografici raccolti, le titolazioni, l’impaginazione; si tratta solo di portare il materiale in tipografia. Abbiamo anche racimolato una certa cifra per la stampa, però non abbiamo ancora deciso il nome “Coriandoli” aveva suggerito agli alunni nel corso dell’intervista Ciccio Strocchia, figlio del prof. Nicola Strocchia che, come avevamo ricostruito nella ricerca storica, aveva promosso, nel lontano 1979, insieme ai giovani di Radio Arci di Sant’Erasmo il primo carro allegorico “Masaniello”. Tra quelli proposti il titolo “Coriandoli” incontrò il favore generale. Quel nome, infatti, apparve subito la sintesi ideale di quello che avevamo prodotto, racchiudeva simbolicamente le intenzioni, il significato e le finalità stesse del nostro lavoro: tanti pezzi di riflessioni, analisi, notizie e curiosità etc. che come tanti coriandoli si preparavano ad alimentare il clima di festa di un carnevale che ora sentivamo ancora di più nostro.
Domenica 21 febbraio 1993 il monografico “Coriandoli” viene distribuito dagli alunni in piazza Vittoria, dove gli stessi, con i materiali raccolti hanno pure allestito una interessante mostra fotografica parzialmente retrospettiva.

Problemi organizzativi non ci permisero di ripetere l’esperienza nel 1994, ma dal 1995 ad oggi, corredato di altri spunti di riflessione, uno per tutti, il simbolismo del fuoco, “Coriandoli” ha sempre arricchito il nostro carnevale con il contributo della documentazione, con l’interpretazione dei messaggi simbolici racchiusi nelle costruzioni artistiche realizzate di anno in anno dai vari comitati rionali e con un ricco apparato iconografico.
La realizzazione del monografico sul Carnevale, nel corso degli anni, diviene un appuntamento fisso della kermesse Savianese, passando dalla pubblicazione in forma di giornale, uscita fino al 2004, alla forma di rivista interamente a colori, pubblicata a partire dall’edizione 2005 del Carnevale Savianese. Coriandoli esce, così, dall’ambito scolastico, in cui era nata, per spostarsi nell’alveo delle iniziative patrocinate dalle istituzioni competenti, tra cui le associazioni Pro Loco, Fondazione Carnevale e Obiettivo Saviano, in collaborazione con le quali viene prodotto.

F.F.

L’esistenza stessa di una documentazione attendibile del nostro Carnevale è, sicuramente, merito dell’esperienza di “Coriandoli”: nel corso degli anni, la creatura nata dalla passione e dall’abnegazione del Prof. Felice Falco è diventata punto di riferimento e fonte storica per altre pubblicazioni inerenti alla festa savianese.
Oggi che l’amato “Professor Fifì” non c’è più, l’iniziativa è coltivata con la stessa cura e passione dal figlio Michele Falco, che si avvale della collaborazione di un gruppo di appassionati della festa, portando avanti quel patrimonio di amicizia e passione che ha portato alla nascita di Coriandoli e contribuito alla memoria storica del Carnevale Savianese.

“La memoria è tesoro e custode di tutte le cose” (Cicerone)