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Il Comitato di “Quelli della Notte” è l’espressione del Rione Teglia. Il suo debutto nel carnevale savianese è avvenuto nel 1986; sono poi seguiti:
1987: “Drive in”;
1988: “Portobello”;
1989: “Cocco bello”;
1990: “Circao meravigliao”;
1991: “Il carnevale viene sospeso a causa della Guerra del Golfo”
1992: “Quelli della notte a Viareggio”;
1993: “L’uomo ragno”;
1994: “Lacrime di coccodrillo”;
1995: “Per chi suona la campana”;
1996: “Gioco duro”;
1997: “Perché nun nce ne jammo in America?”;
1998: “Sinfonia italiana”;
1999: “Bolle di sapone”;
2000: “Non generiamo mostri”,
2001: “Pirati del terzo millennio”,
2002: “Pesca il jolly e non andare in tilt”,
2003: “Speriamo che lassù qualcuno ci ami”;
2004: “Giù le maschere”;
2005: “Vieni con noi nel paese dei balocchi”;
2006: “Maneggiare con cura”;
2007: “Un mondo d’amore e di pace”;
2008: “Chiste nce fanno ’o pacco”;
2009: “E’ tutta una pagliacciata”;
2010: “Che tempo fa”;
2011: “Assalto alla diligenza”;
2012: “Il vivere civile”;
2013: “Tra il dire e il fare ci va di mezzo il mare”;
2014: “Lacrime di coccodrillo”;
2015: ”La sveglia”;
2016: “La Notizia…porta a porta”;
2017: ”Don Chisiotte e Sancio Panza, sogni di gloria e libertà perduti in sesso, alcol e velocità”;
2018: “Export… dell’Import nessun se ne mport”;
2019: “La realtà è il rovescio delle fiabe”;
2020: “Come per magia”;
2021: “Il carnevale viene sospeso a causa della Pandemia da COVID 19”;
2022: “Il carnevale viene sospeso a causa della Pandemia da COVID 19”;
2023: “Due anni…”;
2024: “Libertà… Libertà”;

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Gioco duro

Prof. Felice Falco

Maneggiare con cura

Prof. Felice Falco

Chiste nce fanno ’o pacco

E’ tutta una pagliacciata

Assalto alla diligenza

Il vivere civile

Libertà... Libertà

Libertà…Libertà intesa come un concetto generale ed universale che si applica ad ogni ambito del vivere civile. Libertà di espressione, di pensiero, di religione, di genere, in ogni ambito della società civile.
Questo è Il tema scelto quest’anno dal comitato che, per rendere immediato e comprensibile questo concetto, ha creato un carro, prendendo spunto dalla più semplice della libertà violate: quella degli animali del circo. Il mondo del circo riesce a nascondere benissimo il concetto di libertà facendo apparire, negli spettacoli proposti, che tutto è bello, luccicante e divertente, facendo dimenticare, con molta maestria, che tutto è costruito attorno ad animali tenuti in gabbia e duramente addestrati dai domatori.
Il comitato ha deciso di dare sostanza a questo aspetto, costruendo una raffigurazione di tutto cio’. Nella parte frontale del carro vi è un leone che, riuscendo a spezzare le catene (metafora dell’individuo soggetto a compromessi), conquista la libertà. Di contrasto, nella parte posteriore del carro, abbiamo ancora il domatore (metafora della società che ci opprime e ci obbliga ai compromessi) che tiene ancora a bada gli animali. Che vorrebbero, come il leone, scappare.

Vieni con noi nel paese dei balocchi

Il comitato di Ouelli della notte conferma la sua preferenza per temi di natura sociale e politica e non poteva non approfittare della situazione politica italiana per rimarcare satiricamente l’operato del governo Berlusconi. L’insieme allegorico del Comitato di “Quelli della notte” richiama per contenuto quello del comitato W la TV dal momento che entrambi fanno leva sulla delusione del popolo rispetto alle aspettative decantate nel suo programma da Berlusconi.
Quel programma politico che prospettava una sorta di paese dei balocchi si è invece rivelato un’autentica presa in giro un autentico fallimento. La denuncia non poteva essere più chiara: quei nasi da pinocchio dei vari rappresentati dell’attuale maggioranza di governo sono più eloquenti di qualsiasi discorso politico. Il paese dei balocchi non esiste. E allora ecco il messaggio di “quelli della notte”: Al popolo che si ritiene ingannato non rimane che una speranza e non è certo affidata alla giustizia, ma al giudizio politico l’unico che può riconsegnare al popolo quella sovranità in qualche modo usurpata da provvedimenti legislativi di dubbia legittimità ma di sicura parzialità.

Che tempo fa

Il Comitato di Quelli della notte riesce sempre a trovare tematiche di particolare attualità nel realizzare il proprio carro allegorico passando da temi di natura politica a temi di natura sociale. Quest’anno si presenta con una costruzione allegorica, realizzata esclusivamente in carta pesta dalle maestranze del Comitato, che attraverso il paradosso delle immagini lancia un vero e proprio appello all’umanità, un appello che diventa più comprensibile se si muta il titolo “che tempo fa” in “che tempi saranno”. Quale sarà il futuro della terra se l’uomo non modifica da subito e radicalmente il suo atteggiamento verso la natura? Il clima della terra sembra impazzito, la terra da punto di vista climatico non è più la stessa; ecco dunque le preoccupazioni di Quelli della Notte espresse dalla la figura che apre il carro raffigurante un eschimese che fa il bagno davanti al suo igloo quasi fosse in un paese tropicale, viceversa al centro del carro una capanna africana innevata con un africano che si diverte a sciare. Le regole climatiche sono dunque completamente saltate e fanno impazzire il meteorologo, posto in posizione dominante nella parte finale del carro, le cui previsioni non possono più contare su modelli matematici riferiti a meccanismi che hanno governato fino ad oggi i fenomeni naturali, messaggio reso anche dall’alternanza occasionale di sole e nuvole che completano la costruzione. Farà pure ridere un eschimese che fa il bagno là dove prima c’erano i ghiacciai, come fa ridere l’africano sciatore, ma quelle onde che circondano l’intera costruzione, esplicito riferimento alle alluvioni ed allo scioglimento dei ghiacciai, non possono non far pensare.

Tra il dire e il fare ci va di mezzo il mare

Si dice comunemente che “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, ecco, il Comitato di “Quelli della Notte” ha parzialmente modificato il detto ricavandone un titolo estremamente significativo per la costruzione allegorica con la quale gridare in maniera inequivocabile il grave problema dell’inquinamento ed in particolare di quello marino che vede il mare trasformato in una sorta di discarica senza fondo dove sversare rifiuti di ogni genere. “Tra il dire e il fare ci va di mezzo il mare”, dunque, verità inconfutabile, che il Comitato di Quelli della Notte offre alla riflessione di tutti noi, un mare diventato vittima della malvagità dell’uomo che persegue i suoi interessi incurante dei danni irreversibili che tali atteggiamenti irresponsabili possono causare. Ecco dunque l’inquinamento rappresentato nelle sembianze di un grosso drago che si muove tra rifiuti di ogni genere, bidoni di residui radioattivi, rifiuti tossici, petrolio riversato in mare da petroliere, navi con carichi velenosi dolosamente affondate FULL e cosi via dicendo. Di fronte a tale incoscienza umana non ci resta che affidarci a Dio; ed eccolo il Dio del mare, Nettuno, nella parte alta del carro, che cerca di eliminare col suo tridente il mostro prodotto dall’incoscienza e dalla irresponsabilità dell’uomo. La splendida costruzione allegorica del Comitato “Quelli della Notte” dunque si fa apprezzare per il forte messaggio culturale e civile ma anche per la bellezza delle figure tutte realizzate dal comitato (quasi unico nel panorama del carnevale savianese) esclusivamente secondo la tecnica tradizionale della carta pesta.

Lacrime di coccodrillo

Il Comitato di Quelli della notte ha voluto cimentarsi nella “sfida” di ricreare li carro allegorico del 1994, primo carro con i movimenti a Saviano, allora proveniente da Putignano, quest’anno made in Saviano, un tema, nonostante 20 anni di distanza, ancora fortemente attuale, che ricalca l’amara realtà italiana. Lo spreco, la corruzione, la mala politica, l’abuso del denaro pubblico etc. hanno prodotto li famelico coccodrillo che domina sul carro e continua a divorare, con le tasse anche quei piccoli risparmi che, faticosamente, gli Italiani avevano conservato, come si suol dire, nel materasso. A soffrire di più di questa situazione, è la classe dei lavoratori dipendenti, che nel carro è rappresentata dal personaggio (sempre più triste e debole) che tenta di cavalcare il coccodrillo, ben sapendo di non poter fuggire dalla sua voracità.

La Sveglia

Il carro di quest’anno, è rappresentato da una sveglia che simboleggiala necessità di dare una scossa alla società italiana, che da troppo tempo in tutti i suoi aspetti è addormentata e richiusa su se stessa. L’associazione Quelli della notte ritiene che questo stato di torpore riguardi anche il nostro Carnevale, da troppo anni sempre uguale a se stesso, nei suoi riti e nelle sue polemiche.
Tornando al Carro, il Clown ed i suoi aiutanti, cercano di attivare ed oleare i meccanismi che consentiranno alla sveglia di eseguire il suo compito; svegliare l’Italia dal sonno in cui è piombata

La Notizia… … Porta a porta

Il dramma del giullare di corte, che cela la verità per accontentare i suoi padroni, si ricollega all’attuale mondo dell’informazione che, troppo spesso poco obbiettivo ed asservito alla politica.
Uno dei simboli della satira è il giullare Bruno Vespa, noto giornalista ed autore e conduttore del noto talk show serale di Rai 1 “porta a porta”.
Alle spalle di Bruno Vespa, figura principale del carro, vi è una figura che rappresenta l’autorevole direttore di testata ( in questo caso Rai 1) ovvero colui che detiene il vero potere dell’informazione.
È lui infatti a dettare la linea editoriale della testata, ovvero che “suggerisce” se una notizia deve essere divulgata, in che modo e quale importanza assegnargli.
Dietro al direttore di testata, compaiono i cosiddetti “pupi” cioè quei cronisti/giornalisti che, manovrati dal direttore di testata, subiscono la censura (la mano, usata per scrivere, infilata nella ghigliottina e la lingua, libertà di parola, poggiata sul ceppo, pronta ad essere tagliata) per non inimicarsi il direttore di testata.
Nella parte alta del carro c’è una libreria, simbolo di cultura e di corretta informazione.

Don Chisciotte e Sancio Panza, sogni di gloria e libertà perduti in sesso, alcool e velocità

Il carro si rifà alla parodia di Don Chisciotte, il quale in compagnia del suo fedele scudiero Sancho Panza si lanciava in battaglie impossibili come quelle contro i mulini a vento.
In questa rappresentazione allegorica, i due cavalieri subiscono il fascino della modernità; infatti i cavalli sono stati sostituiti da una rombante motocicletta ed i mulini a vento dal più famoso “Moulin Rouge” simbolo di divertimento e trasgressione.
Il tutto riportato ai giorni nostri è facilmente collegabile alle stragi del sabato sera, quando i giovani dopo aver trascorso molte ore in discoteca ad ascoltare musica assordante ed aver consumato bevande alcoliche e sostanze poco lecite, si mettono al volante di costose macchine veloci diventando così un pericolo per sè stessi e e per gli altri!

Export....dell' Import nessun se ne mport

Il Carro rappresenta il ritratto dell’Italia divisa tra export ed import. La maschera principale, è un ritratto scherzoso, in cui l’accumulo di elementi anche diversi tra loro, verdura, frutta, ortaggi, pasta, formaggi e vino rappresentano quelle che sono el eccellenze italiane, i fiori all’occhiello della nostra nazione, i prodotti più apprezzati fuori confine, esportati in tutto il mondo. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dall’import, di cui però nessunopiù di tantose ne import,come ci diceil titolo. Il gommone ni primo pianotra el onde sta ad indicare quella che negli ultimi tempi è diventata la più grande importazione: 1 immigrazione di gruppi di individui che sfidano ogni pericolo per raggiungere la nostra terra, per loro la salvezza. Domina su tutto e tutti 1 Arabo che dall’alto dellasua maestosità ci ricordache il petrolio è di sua proprietà.

La realtà è il rovescio delle fiabe

Quest’anno, in occasione del Carnevale, il Rione Sena attraversa il mondo ed amva fino m Brasile,
rappresentando il Carnevale di Rio De Janero.
Partendo dal Carnevale più famoso si vuole ripercorrere la tradizione di una festa popolare, che con i suoi balli, le sue musiche, e i suoi colori accomuna il mondo intero.
Il carro allegorico del Rione Sena si presenta in tutta la sua maestosità, con una grande scalinata, tipica di un antica arena, pronta ad accogliere i suoi cittadini per il grande spettacolo. In cima, il pagliaccio, simbolo di divertimento e allegria, balla insieme al suo popolo, reggendo tra le mani le classiche ballerine brasiliane, icona di bellezza e solarità. È un gioco di colori e di movimenti, che sembrano trasportarti con la mente e con il corpo tra le sfilate più famose e variopinte del pianeta. Ma se con la mente e con la fantasia ci immaginiamo a ballare tra i carri colorati e con le attraenti ballerine delle migliori scuole di samba, il cuore ci tiene legati alle nostre tradizioni, al nostro Carnevale. Il Rione Sena omaggia con il suo carro allegorico il Carnevale di Rio, non dimenticando mai le proprie origini, che troviamo qui rappresentate attraverso il simbolo delle maschere, tipiche del Carnevale Savianese.

Come per magia

Tra alberi possenti, gufi ricurvi, sotto un cielo stellato la giovane Italia e l’Europa insistente scuotono le bacchette, puntano lo sfidante e si scontrano a suon di scintille, saette e rumori assordanti, tra incantesimi ed evocazioni fatali.
L’Europa insiste, l’Italia tentenna, si accascia, perde le forze.

Ma ecco che tra suoni divini e musica soave arriva la Fenice, sacro uccello di fuoco, che tra i suoi lunghi battiti di ali produce una luce accecante, ricca di serenità, pace e amore e COME PER MAGIA, tornano gli equilibri di una lunga e attenta notte ricca di speranza.
Sarà forse solo un’illusione? – Il Comitato

Due anni...

Il Comitato Quelli della notte presenta il tema carro “Due anni…”

“Dopo due anni di fermo causato dalla pandemia, ritorna il rinomato Carnevale Savianese.
Il tema proposto del carro del Rione Teglia, come indicato dal titolo, cerca di fare un riassunto di questi anni passati senza Carnevale.

La prima figura rende omaggio al nostro eroico personale sanitario, che con grande sacrificio è riuscito a contrastare il virus del covid-19. Nella seconda figura tocchiamo la politica, con tutti i dibattiti e le discussioni attorno al PNRR, piano con il quale l’Europa ha finanziato l’Italia, per permetterle di risollevarsi dopo la pandemia.
Abbiamo, infine la figura, che in un certo senso rappresenta il Carnevale Savianese, che dopo due anni, come un tronco spezzato, ma non marcito, rinasce a nuova vita, un po’ come l’Araba Fenice.”