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Comitato Carro

Il Rione Sant’ Erasmo è quello che vanta la primogenitura della rinascita del nostro carnevale. In questo rione, infatti, operava Radio Arci, un’Associazione che raccoglieva tantissimi giovani intorno a una emittente e che, sotto la spinta del prof. Nicola Strocchia, nel 1979, diede vita alla prima sfilata col carro “Masaniello”.
Con la denominazione Radio Arci, quindi, abbiamo:
1979: “Masaniello”;
1980: “Pulcinella”;
1981: “Carnaval do Brazil”;
1982: “La pace”;
1989: “E’ tornato Masaniello”;
1990: “Carnevale orientale”;
1992: “Vai col liscio”.

Dal carnevale del 1983 il rione però è sempre stato presente anche con la denominazione “Rione Sant’Erasmo” e ha presentato:
1983: “Pulcinella”;
1984: “I consiglieri comunali”;
1985: “Walt Disney”;
1986: “Maradona”;
1987: “La primavera”;
1988: “Omaggio a Totò”;
1989: “Revival Carnaval”;
1990: “La corrida”;
1991: “Il carnevale viene sospeso a causa della Guerra del Golfo”
1992: “Rondò Veneziano”.
Nel 1993 l’unità ritrovata produce la magnifica realizzazione del carro intitolato alla “Civiltà contadina”;
1994: “Giurassik Park”;
1995: “Carlo e Diana in Scozia”;
1996: “Le avventure di braccio di ferro”;
1997: “La pagliacciata del secolo”;
1998: “La sfinge”;
1999: “Cenerentola al ballo”;
2000: “Mitologia greca”;
2001: Olimpiadi spaziali 2001”;
2002: “La clonazione”;
2003: “El Matador”;
2004: ”Sandokan”;
2005: “Moira e il suo circo”;
2006: “Saviano tra i Re del Carnevale”;
2007: “Sambailando”;
2008: “Sinfonia Veneziana“;
2009: “Walt Disney”;
2010: “Moulin Rouge”;
2011: “Fate e Folletti”;
2012: “Camelot”;
2013 “Terra, sole mare e…”;
2014: ”Made in Sud”;
2015: ”Non è vero ma ci credo”;
2016: “Lo stufato Europeo”;
2017: “Operazione infernale, Caronte e le anime perdute”;
2018: “40, la nostra storia”;
2019: “L’incantatore”;
2020: “La casa di papel”;
2021: “Il carnevale viene sospeso a causa della Pandemia da COVID 19”;
2022: “Il carnevale viene sospeso a causa della Pandemia da COVID 19”;
2023: “Stranger things”;
2024: “L’uomo tra realta’, immaginazione e fantasia”;

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Saviano tra i Re del Carnevale

Prof. Felice Falco

Fate e Folletti

Sinfonia Veneziana

Walt Disney

L’uomo tra realta’, immaginazione e fantasia

“L’uomo è nato per creare. La vocazione umana è quella di immaginare, inventare, osare nuove imprese.”
Questa affermazione ci fa pensare che l’immaginazione è uno strumento che ci permette di cambiare la realtà fuori e dentro di noi, perché permette di pensare al di fuori degli schemi che sono imposti nella società odierna.
Appartiene soprattutto ai fanciulli, capaci di sognare ad occhi aperti, di crearsi un mondo tutto loro, senza pregiudizi, senza cattiveria e con la libertà di essere ciò che vogliono.
Immaginazione e fantasia viaggiano, quindi, fuori dagli schemi e non è forse questo ciò che conta per costruire nuovi modi di vedere le nuove realtà a beneficio dell’uomo?
Fantasia ed immaginazione possono essere quindi le regole basilari per i cambiamenti che continuamente ricerchiamo, soprattutto perché quello che non è pratico oggi sembra essere scartato, ma la capacità di evolversi, di cambiare, può aiutarci a migliorare e ritrovare i valori ferrei di un tempo. Solo attraverso questi strumenti si può riuscire a spiccare il volo, a credere nei propri sogni per trasformare tutto ciò che si può immaginare e creare in realtà. (puoi essere e diventare chi vuoi).

Moira e il suo circo

Più che esplicito il contenuto simbolico del carro di Sant’Erasmo: un insieme allegorico che vuole essere un esplicito invito a trascorrere un momento di sano divertimento e spensierata allegria e quale riferimento migliore di quello del circo, cui riconduce alla grande figura che domina la costruzione allegorica, la mitica Moira Orfei, attorniata da clown e giocolieri e quant’altro rimanda allo spettacolo più bello del mondo. lI circo come spettacolo per eccellenza, lo spettacolo di tutti i tempi e per tutte le età, lo spettacolo che sa regalare emozioni e al tempo stesso momenti di autentico divertimento, insomma il circo come il carnevale o meglio il carnevale come il circo un’atmosfera che esalta la fantasia, coinvolge anima e corpo e ti trasporta in una dimensione temporale in cui tutto è in sospensione. Ecco dunque il messaggio o per meglio dire l’invito del rione Sant’Erasmo: godiamoci tutti insieme questo momento di festa e di gioia non da spettatori ma da protagonisti.

Moulin Rouge

Chist’è ‘o paese d”o sole, chist’è ‘o paese d”o mare, chist’è ‘o paese addó’ tutt”e pparole, só’ doce o só’ amare, só’ sempe parole d’ammore! Grande messaggio di ottimismo e di speranza nelle parole di una delle canzoni napoletane più famose; analogo è il messaggio del rione Sant’Erasmo racchiuso nelle parole di “Sole, mare e…” sintesi straordinaria di concetti di vita e di speranza. Eccolo esplicitato maniera estremamente chiara il messaggio allegorico espresso nel simbolismo degli elementi c compongono l’insieme artistico realizzato dal bravo Giulio Ambrosino su proposta del Comitato. Al base del carro ecco il mare rappresentato da onde increspate, raffigurazione delle difficoltà quotidian della vita, in mezzo alle quali saltellano festosi simpatici delfini, personificazione degli uomini che pi tra mille difficoltà non si arrendono. Ad incoraggiarli, infatti, ecco la figura di Pulcinella che domina le onde e, con gli strumenti tipici della tradizione popolare, invoglia il popolo, nella fattispecie espresse dalla figura femminile e quella maschile, a recuperare i valori veri della vita così come espressi nei versi di un’altra canzone napoletana che recita “Basta ca ce sta o sole, ca c’è rimasto ‘o mare, na nénna a core a core, na canzone pe’ cantá… a completare l’insieme allegorico, naturalmente il sole raggiante che domina il tutto, elemento vitale che coi suoi raggi irradia calore ed infonde fiducia.

Terra, sole mare e…

Chist’è ‘o paese d”o sole, chist’è ‘o paese d”o mare, chist’è ‘o paese addó’ tutt”e pparole, só’ doce o só’ amare, só’ sempe parole d’ammore! Grande messaggio di ottimismo e di speranza nelle parole di una delle canzoni napoletane più famose; analogo è il messaggio del rione Sant’Erasmo racchiuso nelle parole di “Sole, mare e…” sintesi straordinaria di concetti di vita e di speranza. Eccolo esplicitato maniera estremamente chiara il messaggio allegorico espresso nel simbolismo degli elementi c compongono l’insieme artistico realizzato dal bravo Giulio Ambrosino su proposta del Comitato. Al base del carro ecco il mare rappresentato da onde increspate, raffigurazione delle difficoltà quotidian della vita, in mezzo alle quali saltellano festosi simpatici delfini, personificazione degli uomini che pi tra mille difficoltà non si arrendono. Ad incoraggiarli, infatti, ecco la figura di Pulcinella che domina le onde e, con gli strumenti tipici della tradizione popolare, invoglia il popolo, nella fattispecie espresse dalla figura femminile e quella maschile, a recuperare i valori veri della vita così come espressi nei versi di un’altra canzone napoletana che recita “Basta ca ce sta o sole, ca c’è rimasto ‘o mare, na nénna a core a core, na canzone pe’ cantá… a completare l’insieme allegorico, naturalmente il sole raggiante che domina il tutto, elemento vitale che coi suoi raggi irradia calore ed infonde fiducia.

Made in Sud

Il grande pavone che apre la costruzione allegorica del Rione Sant’Erasmo esprime l’orgoglio di una ricchezza di cui potersi “pavoneggiare”: li Sud è dunque come un pavone, una bellezza naturale d a esaltare in tutto il suo splendore. Ecco allora li richiamo alla trasmissione televisiva che titolando “Made in sud” ha voluto sottolineare le capacità in campo artistico di un Sud non privo di risorse ampiamente dimostrate da una lunga e solida tradizione culturale, musicale e teatrale. Ecco dunque li messaggio del Rione Sant’Erasmo, non tanto un’autocelebrazione, quanto un accorato richiamo a saper valorizzare, conservare e salvaguardare li grande patrimonio artistico, paesaggistico e archeo- logico di cui possiamo e dobbiamo andare fieri.

Non è vero ma ci credo

Mettiamo in chiaro una cosa non crediamo al malocchio ne a iettatori e cose varie. Non pronunciamo formule tipo occhio malocchio prezzemolo e finocchio e vari scongiuri popolari tipicamente del sud italia.
Ma noi napoletani siamo superstiziosi e usiamo tutti i rimedi legati a tale argomento come portafortuna, corni, ferri di cavallo, o scartellato. Le trecce di aglio etc. etc…
Perché a napoli il malocchio e la superstizione sono cose serissime. Tema del carro non è vero ma ci credo.
Mettiamo in chiaro una cosa non crediamo al malocchio ne nella nella ne negli iettatori. Non diciamo formule come occhio malocchio prezzemolo e finocchio, scongiuri popolari Pronunciati anticamente nel sud dell’Italia. Ma noi napoletani siamo superstiziosi, e usiamo tutti i rimedi legati a tale argomento come portafortuna, corni, ferri di cavallo, o scartellato, le trecce di aglio etc. etc.
Perché a Napoli il malocchio e la superstizione sono cose serissime. Sul carro allegorico abbiamo voluto rappresentare i vari simboli che vengono usati per scongiurare la sfortuna e il malocchio. La figura posteriore del carro rappresenta il pazziariello tipico personaggio napoletano che si vestiva bizzarramente con abiti d’epoca e si presentava in pubblico impugnando in una mano un bastone e bell’altra con generi alimentari di prima necessità per pubblicizzare una cantina o una nuova puteca. Al centro c’è il munaciello, uno spiritello di natura benefica e dispettosa rappresentata come un ragazzino deforme e di bassa statura vestito con un saio, e due cornicielli tipici portafortuna, e il più diffuso amuleto italiano. Davanti al carro è stata messa una maschera che rappresenta il carnevale con in testa un cappello su cui sono raffigurati altri simboli portafortuna, ferri di cavallo, treccia d’aglio, corni, così che porti tanta fortuna al nostro amato carnevale savianese.

lo stufato europeo

Quest’anno il rione Sant’erasmo presenta un carro sulla satira politica sulla comunità europea dal titolo “lo stufato Europa “.
La figura principale presente sul carro e la cancelliera tedesca Angela Merkel vestita da sacerdotessa voodoo ,con nella mano destra uno spillone e nella sinistra una bambolina di pezza , la quale sta a rappresentare uno degli stati della comunità europea, a cui sta facendo una macumba per fargli fare ciò che vuole.
Come succede nel parlamento europeo dove è lei ad influenzare in modo autorevole le politiche che gli stati membri devono adottare.
Davanti al carro c’è un pentolone con dentro tante bamboline di pezza ed altri spilloni alle quali ha già fatto il suo rito.
Dietro al carro c’è un grande orologio con le stelle dorate, come quelle sulla bandiera europea, le quali rappresentano gli ideali di unità, solidarietà ed armonia tra i popoli d’Europa.
L’orologio sta a rappresentare che è lei che detta i tempi e le regole a cui tutti gli stati membri, se vogliono far parte dell’Unione europea, devono rispettare.
Da questo il titolo del carta allegorico noi cittadini europei siamo stufi delle politiche imposte dalla Germania.
Giovanni questa è la relazione se c’è da fare qualche aggiunta o qualche correzione falla pure.

Operazione infernale, Caronte e le anime perdute

Il tema del carro del Rione Sant’Erasmo illustra la figura di Caronte, traghettatore infernale, che trasporta le anime attraverso l’Acheronte, il fiume che divide il mondo dei vivi da quello dei morti. Sul carro allegorico è evidente una metafora tra medioevo e presente, infatti più del viaggio delle anime c’è tra le righe il viaggio degli stranieri che affrontano viaggi infernali, condizioni malsane e sfidano la morte ogni giorno alla ricerca della felicità, così come le anime entrando nell’inferno speravano di poter arrivare al paradiso come la storia ci narra. Quindi è evidente come il tema sia inerente alla società odierna nonostante l’uso di personaggi del passato.

40, la nostra storia

Il carro del Rione Sant’Erasmo quest’ anno ripercorre tutta la sua storia fatta di colori, di lavoro, di gioia e di soddisfazioni. 40 anni fa, infatti, il rione Sant’Erasmo è stato il primo e unico carro a sfilare tra le strade di Savianocon la rappresentazione allegorica di Masaniello.
Quest’anno il carro è un tuffo nel passato con figure che ci riportano al 1985 con il tema Walt Disney, alla forza della maschera animata di Braccio di ferro del 1996, all’ironia e alla spensieratezza di Moira e del suo circo del 2005, all’eleganza e alla soave musica del Rondó Veneziano del 1992 la cui maschera è arricchita con il fiocco e le campane che sono il simbolo di questo rione. Tutte queste figure fanno da sfondo ad una cornice formatada tante foto che ci fanno rivivere questi 40 anni del Rione Sant’Erasmo con lavoglia el asperanza di scrivere tante altre paginedella nostra storia

L'incantatore

Un’antica leggenda narra la storia di un incantatore che, attraverso il suono del suo piffero, incanta i suoi serpenti, che riescono ad allontanare i ratti dal borgo in cambio di un ingente pagamento. Quando, però, i villici si rifiutano di pagarlo, egli si vendica incantando i bambini del paese al suono del piffero e portandoli via con sé, per sempre.
Così come il borgo della leggenda si trova in condizioni disastrose a causa dell’invasione dei ratti, così l’Italia, al giorno d’oggi, si trova in una situazione disastrosa ed instabile perché deve affrontare una serie di situazioni problematiche. L’incantatore è, quindi, metafora del potere preso cavalcando la rabbia dei cittadini esacerbati, “incantati” da imbonitori con false speranze, che non riusciranno mai a realizzare quello che promettono. Come nella conclusione della leggenda i bambini vengono portati via dall’incantatore, così le speranze del popolo vengono portate via per sempre, perché non verranno mai realizzate.
Al centro del carro allegorico é raffigurato l’ncantatore, colui che detiene il potete, circondato dai tanti serpenti che si muovono al suono del suo piffero e che rappresentano i suoi assistenti, che lo aiutano ad “incantare” ed “ingannare” il popolo, raffigurato nelle varie abitazioni ai lati del carro.

La Casa di Papel

Il progetto nasce grazie all’impegno di un gruppo di valenti giovani del rione Sant’Erasmo e dall’idea di voler rappresentare l’eterna lotta tra il bene e il male, guardando la situazione da vari livelli prospettici.
Per realizzare questa idea i ragazzi hanno scelto di utilizzare una serie televisiva spagnola che da qualche anno è molto in voga soprattutto tra i giovani, “La casa di carta”.
Sarà utilizzata l’immagine del “professore” per rappresentare questa scissione interna tra il bene e il male. Infatti è proprio il professore il personaggio con il quale lo spettatore empatizza maggiormente pur essendo egli la mente che apparentemente rappresenta il male. È proprio qui che vediamo lo scambio dei livelli prospettici. Succede infatti che i buoni, rappresentati dallo Stato, diventano cattivi e viceversa i rapinatori appaiono come i buoni.
Il professore sarà la figura dominante e sarà rappresentato sul carro allegorico con le mani tese a mo’ di bilancia. Il una mano figurano delle banconote, simbolo del valore negativo della “carta”, mentre nell’altra mano sarà presente un libro, simbolo invece del valore positivo della “carta”
Davanti alla figura del professore ci saranno altri due personaggi chiave, Nairobi e Berlino che rappresentano la resistenza. Essi possono essere considerati i nuovi “Robin Hood” che rubano ai ricchi per dare ai poveri.
Il carro allegorico si completerà con la maschera di Salvador Dalì, elemento da non sottovalutare perché rende i rapinatori anonimi, irriconoscibili, permettendo loro di mischiarsi tra gli ostaggi. Di nuovo il bene che si mescola con il male. Ma in fondo chi può decidere cosa è il bene e cosa è il male? Si torna alle prospettive e al principio dello yin e lo yang: non c’è bianco o nero ma l’uno contamina l’altro.

Stranger Things

La proposta di Stranger Things come tema per il carro rione Sant’Erasmo nasce come naturale proseguimento della linea d’azione cominciata con il carro del 2020: La casa de Papel. L’idea è stata quella di prendere un fenomeno collettivo ed astratto, quello delle serie tv, e trasportarlo nel contesto surreale ma concreto del carnevale.

La serie tv che proponiamo quest’anno è STRANGER THINGS. Gli eroi di questa serie sono dei ragazzini che attraverso svariati avvenimenti riescono a sconfiggere i nemici. Anche i protagonisti del nostro carnevale sono i bambini, le famiglie. Non c’è bisogno di essere chissà chi per essere un eroe: Stranger things dimostra che chiunque può esserlo.

Di uguale rilevanza è il parallelismo che si crea tra il ‘Sottosopra’ ed il carnevale: il sottosopra è un mondo ‘altro’, un universo parallelo in cui ciò che è presente è in egual modo simile ma diverso da ciò che c’è nel mondo ‘normale’.
E cos’è il carnevale se non un vivere in modo alternativo per qualche giorno, per uscire dalla monotonia che caratterizza la nostra ordinarietà? Il carnevale è un modo di uscire dai canoni, ci travestiamo, balliamo e cantiamo tutto il tempo. Ci sentiamo per qualche giorno come se fossimo qualcun altro, come se Saviano per un po’ non fosse Saviano. Come se Saviano fosse (il) Sottosopra :)
Maria G.