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Comitato Carro

Espressione di una parte del Rione Teglia al suo debutto nel 1984 con il carro allegorico “Scommettiamo che”, il Comitato W la TV ha trovato negli anni successivi in Via Molino il suo riferimento rionale definitivo.

Dopo il debutto del 1984 il Comitato, che ha sempre mantenuto il nome di W La TV, ha presentato:
1995: “Ti spiezzo in tre”;
1996: “Te la do io la cultura – (La divina commedia)”;
1997: “Scimmiottando la TV”;
1998: “Paesaggio Marino”;
1999: “Super Quark Carnaval”;
2000: “Vivi la natura”;
2001: “La fine del millennio”;
2002: “Il bene e il male”;
2003: “Mostruosamente intelligente”,
2004: “Bush il gallico”;
2005: “Un mandato da Dio”;
2006: “Il signore degli anelli…per la pace di mezzo”;
2007: “La pirateria è un crimine”;
2008: “Dragon”;
2009: “Madre Natura”;
2010: “Indiana Jones”;
2011: “Nessuno ci crede, tutti lo leggono: l’oroscopo”;
2012: “L’abito non fa il monaco”;
2013: “Questa è l’Italia!”;
2014: “Qui comandiamo noi”;
2015: “El Mundo caraibico”;
2016: ”Barcollo ma non mollo”;
2017: ”Male nostrum”;
2018: “Jolly, gioco d’azzardo”;
2019: “Las Vegas”;
2020: “Il peccato originale”;
2021: “Il carnevale viene sospeso a causa della Pandemia da COVID 19”:
2022: “Il carnevale viene sospeso a causa della Pandemia da COVID 19”:
2023: “Tanto diverso….quanto folle da un’altra prospettiva”;
2024: “Le Freak c’est Chic”;

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Il signore degli anelli… per la pace di mezzo

Prof. Felice Falco

Dragon

Madre Natura

Nessuno ci crede, tutti lo leggono: l’oroscopo

L'abito non fa il monaco

Le Freak c'est Chic

Signore e Signori, bambine e bambini benvenuti alla 44a Edizione del Carnevale Savianese. Sarà un’edizione ricca di buon umore ed entusiasmo, gli artisti ci incanteranno con le loro esibizioni adrenaliniche e l’entusiasmo della carovana ci farà respirare un’atmosfera straordinaria sotto questo tendone. L’edizione che si terrà quest’anno vedrà la presenza di numerosi artisti, provenienti da diversi stati, che ci regaleranno spettacoli originali e momenti indimenticabili. Il nostro circo è un luogo di accoglienza ed unicità e, per apprezzare veramente il nostro staff, cari spettatori, bisogna andare oltre le apparenze, non fermarsi alle convenzioni sociali. Bisogna avere il coraggio di apprezzare il prossimo, l’umiltà di comprendere che ciò che è diverso da noi è una risorsa e di capire che il concetto di diversità non include affatto il concetto di inferiorità.
È proprio qui che i nostri amati Freak sono liberi di esprimersi e di essere valorizzati. È in questo caratteristico contesto del Carnevale Savianese che le peculiarità di ognuno si esaltano, le follie prendono forma e le attitudini personali non vengono Influenzate dal “chi siamo” o dal “cosa rappresentiamo”. Vi avvisiamo: ciò avverrà senza filtri, per dare la possibilità a tutti, adulti e bambini, di toccare con mano uno spettacolo unico al mondo, realizzato dalle persone più particolari. Mettetevi comodi e prendete posto, sta per iniziare un grande show!

Un mandato da Dio

Quasi una variazione sul tema rispetto al carro allegorico di “Quelli della notte”, ma di uno spessore satirico più pungente, quasi una denuncia nei confronti del capo del governo Berlusconi, “discendente” dal cielo sorretto da due angeli mentre alle sue spalle il grande libro annuncia al popolo le sue “verità”. A completare la costruzione le figure degli alleati ossequiosi e servili come tanti clientes, ma soprattutto tanti diavoli simboli delle negatività del governo, i tanti guasti arrecati all’Italia dalla sua politica.
Il Comitato di W la TV vuole infatti rimarcare la megalomania del Presidente del Consiglio, megalomania espressa attraverso quegli atteggiamenti boriosi, naturali o studiati, che lo fanno apparire quasi come un piccolo monarca se non proprio un despota assoluto o, come denuncia il carro allegorico, uno che si sente investito da Dio stesso nel ruolo di capo del Governo come attesta una sorta di decalogo berlusconiano stampato sul libro. Ma il titolo sembra soprattutto una sorta di grido di speranza, una specie di invocazione lanciata dal popolo al quale non rimane che rimettersi alla giustizia divina per impetrare dal Cielo un “mandato”, di quelli che al giustizia terrena non ha potuto emettere, quella giustizia che, come rappresentato dal comitato, egli, il despota si è messo sotto i piedi in barba al principio democratico secondo li quale “la legge è uguale per tutti”.

Indiana Jones

Dopo il tema naturalistico dello scorso anno con Madre Natura, il Comitato W La TV torna a riferirsi al filone degli eroi del cinema d’avventura, e a quale eroe riferirsi per meglio riproporre una tale tematica? Ed eccolo rappresentato in posizione dominante Indiana Jones, l’eroe avventuroso in una dei tanti episodi di quella che è diventata la saga dell’avventura per eccellenza. L’insieme allegorico, per la sua natura per così dire celebrativa, appare quindi di facile lettura riferendosi in maniera più o meno esplicita ad uno degli episodi più conosciuti di questa serie avventurosa che vede come protagonista Indiana Jones ed esattamente al secondo episodio dal titolo: Indiana Jones e il tempio maledetto.
Vediamo infatti l’eroe cavalcare un grosso coccodrillo mentre nella parte finale del carro si impone per la sua maestosità la bellissima dea Kalì. A di là di quello che può significare il singolo episodio, però, il vero messaggio del Comitato W LA TV è tutto legato al protagonista, un personaggio che presenta tutti i caratteri propri dell’eroe. Sia che vesta i panni del professore, sia quelli dell’archeologo,
Indiana Jones è un eroe autentico e lo è tanto di più in quanto privo di poteri superiori, quindi assolutamente umano, a volte cinico e duro, a volte solitario e romantico, un detective sui generis, però, amante del bello e pronto ad affrontare avventure pericolose pur di assicurare all’umanità qualche reperto archeologico che possa arricchire la conoscenza del passato e contribuire alla crescita dell’umanità. Indiana Jones, quindi, un po’ come l’eroe omerico, quell’Ulisse simbolo dell’intelligenza umana sempre tesa alla conoscenza, espressione dell’uomo nel “viaggio” della vita, un viaggio che non si pone un approdo finale ma è sempre teso alla scoperta di nuove realtà e pronto ad affrontare pericoli, ostacoli e prove nelle continue esperienze che la realtà pone davanti. Tutto qua il messaggio degli amici di W LA TV: la proposta di un modello di riferimento per affrontare la vita con coraggio e con quel pizzico di avventura che rende le esperienze uniche e irripetibili.

Questa è l'Italia!

Un titolo quello dato dagli amici del Comitato W LA TV via Molino alla loro costruzione allegorica che suona come un’amara constatazione.
Come non cogliere, però, nel contempo anche un senso di ribellione, una volontà significativa di non rassegnarsi e quindi un’autentica condanna nei confronti di chi ha permesso che l’Italia potesse essere oggetto di un giudizio così offensivo e mortificante. Noi vogliamo pensare che forse a quel titolo vada sostituito il punto esclamativo col punto interrogativo e che quindi il titolo suoni come una domanda pleonastica la cui risposta è più che scontata “Questa è l’Italia?” No di certo, è la risposta della stragrande maggioranza dei cittadini. Tematica, dunque di alto profilo sociopolitico quella espressa dal Comitato W LA TV per questa 35^ edizione del carnevale. Sarà pure, come dire, intempestiva e magari poco attuale la vicenda del cosi detto “bunga bunga”, ma il procedimento giudiziario ancora in corso la impone ancora all’attenzione dei cittadini italiani, in ogni caso rimane una pagina poco felice della storia delle nostre istituzioni e sicuramente una vicenda sulla quale è giusto operare qualche riflessione. Ecco questo è quello che hanno inteso fare gli amici di Via Molino per sottolineare il loro pensiero di disapprovazione attualizzando quella vicenda in un momento particolarmente importante per la vita politica del nostro paese. Più che esplicito e concreto il contenuto dell’insieme allegorico che vede in primo piano proprio la figura del premier in un atteggiamento ballerino, circondato da diverse ragazze in abbigliamento discinto e provocatorio.
Al centro del carro domina la figura più discussa di tutta la vicenda, quella “nipote di Mubarak” che risponde al nome di Ruby in atteggiamento sorridente e soddisfatto. Di tutta la vicenda infatti quella che ha veramente beneficiato è stata lei come sottolineano gli amici del comitato W La TV rappresentandola felice e contenta mentre sbandiera nelle mani varie banconote. Una costruzione allegorica, come si vede, che esprime un forte messaggio sociopolitico e nel contempo ‘auspicio che il Parlamento che uscirà dalle prossime elezioni realizzi quell’Italia giusta, sicura, prospera e libera che tutti noi ci auguriamo.

Qui comandiamo noi

L’insieme allegorico approntato dal Comitato W La TV è per certi versi un’autentica denuncia di
quella che a giusta ragione ha tutti i caratteri di una invasione cinese. Ma al titolo può anche essere assegnato il senso di uno scatto di orgoglio come per dire che questo è li nostro territorio e quindi comandiamo noi. Però per dare valore e senso di riscatto al titolo bisogna rimboccarsi le maniche e trovare le energie necessarie per affermare con forza la volontà di riappropriarci del nostro spazio.

El mundo caraibico

Se pensiamo ai caraibi immaginiamo un mare cristallino, spiagge bianche, sole, musica e tanto divertimento… Cosa desiderare di più?
Noi in Italia conduciamo una vita frenetica, stressante e a volte non abbiamo neanche il tempo di condividere una gioia, un dolore con un familiare o con un amico.
W LA TV invita tutti a chiudere gli occhi, ad abbandonare tutti i problemi che la vita ci riserva e immaginare di stare li proprio ai caraibi… non vi sembra di essere in un paradiso terrestre? Perché è cosi che possiamo definire “IL MONDO DEI CARAIBI” un PARADISO!!!!!!

Barcollo ma non mollo

Quello del comitato è un tema ke puo essere interpretato in mille modi e sotto mille aspetti. L Italia barcolla per colpa della crisi economica e finanziaria, il mondo barcolla per via di questa piaga del terrorismo che ci tiene sempre sulle spine e non ci permette di vivere bene. È vero si barcolla ma l imperativo per tutti è quello di non mollare perkè lottando tutti insieme contro queste avversità ke ci terrorizzano tutto si puo sconfiggere ritornado a vivere in un mondo e in un Italia migliore

Male nostrum

Il tema del carro Associazione “W la TV” 2017 prende in esame i pericoli del mare, attraverso la metafora del viaggio pericoloso e disperato dei migranti nel Mediterraneo (il “Mare Nostrum” del gioco di parole) per esorcizzare, in modo allegorico e scherzoso, i pericoli, i mostri (marini e non), i pirati e le onde che ognuno di noi affronta nel suo viaggio quotidiano attraverso un…mare di guai!

Jolly, giocod'azzardo

Il comitato “W la tv” affronta una delle piaghe sociali più diffuse del nostro tempo: il gioco d’azzardo e i suoi effetti negativi. Attraverso un gigantesco jolly posizionato al centro del carro, il comitato lancia un messaggio forte per combattere una delle malattie del nostro tempo: la ludopatia, un’illusione che spesso e volentieri spinge nel baratro numerose persone che si lasciano trascinare dalla febbre del gioco sfrenato, sperperando tutte le risorse economiche. Un richiamo anche a uno dei vizi dell’uomo: lo spreco ingiustificato di denaro. In fondo al carro sono posizionati due jolly che rimbalzano dalle rispettive scatole, a simboleggiare l’improvvisa rivelazione della crudarealtà dopo le ingannevoli illusioni provocatedal giocoe dalla vincita facile e immediata.

Las Vegas

A chi non piacerebbe andare in guo per il mondo a giocare d’azzardo la propna fortuna?
Sicuramente è il sogno di molti uomini giocarsi una buona mano a Poker, con la possibilità di vincere una vera fortuna, ma si sa, nel poker sono le carte a fare il giocatore … , e no ti resta che rimanere lì ad aspettarle con ansia. L’artista rappresenta la capitale mondiale del gioco d’azzardo: LAS VEGAS. Donne, vizio e denaro di certo non mancano nella vivace città notturna, dove la fortuna viene sempre sfidata.
É rappresentata “THE STRIP” la strada principale di quattro miglia dove le palme e i lussuosi grattacieli rendono un panorama singolare e unico al mondo. Simbolo del vero azzardo sono i dadi da gioco, nei casino’ non mancano belle donne pronte ad affiancare il fortunato vincitore della serata. L’artista rappresenta in grande i simboli: picche, cuori, quadri e fiori sul fondo stradale, il POKER come via della ricchezze nella città AMERICANA. All’ombra della statua della libertà svago e divertimento diventano il consumo notturno degli abitati del posto e di turisti slot machine e altri svegli di ogni genere.
Al centro si staglia la figura del CROUPIER, vero simbolo del carro, come dei casinò.

Il peccato originale

Dalle origini del mondo, alle origini del peccato. Tema di quest’anno affrontato dagli amici di W LA TV “ILPECCATOORIGINALE”.
Simbolo della tentazione il serpente che induce l’animo umano, corruttibile, a cedere agli impulsi più nascosti, velati da una parvenza di perbenismo. “Cogli la prima mela”… dal primo uomo al simbolo del primo capo… da capo a coda.
Come onde, travolto dagli avvenimenti della vita, arrancante tra sogni di felicità e magra ostentazione, il POPOLO che morde la vita come quella mela che forse non ha più nulla di originale ma sempre più simbolo di peccato… CogliLaPrimaMela…. ahahahaha” – Il Comitato

Tanto diverso quanto folle da un'altra prospettiva

Quest’anno ci chiediamo cosa sarebbe stata la società se ogni nazione avesse avuto sui propri confini un recinto invalicabile ragionando col perché “Amm Semp’ fatt’ Accussì” mentre invece è lecito pensare che ogni uomo debba arricchire il proprio Melting Pot. Due sono gli eventi comuni a tutta l’umanità: La nascita e la Morte. Se la nascita è considerata sempre un lieto evento, d’altro canto, la morte è letta con sfumature assai diverse nei cinque continenti. Altre civiltà, in particolare quelle del centro america, attribuiscono un significato diverso a questo evento, spogliandolo delle lacrime e vestendolo di colori, vivendo con estremo entusiasmo la reale presenza dei propri cari: questo ribaltamento è la capacità di vedere la morte da un’altra prospettiva. Nel giorno della commemorazione messicana si dà vita a delle manifestazioni di giubilo e carri allegorici. Liberi dalle nostre cupe credenze, i messicani affrontano con gioia il momento del ricordo. Nelle proprie dimore, infatti, viene predisposto una “ofrenda”: un altare a piu livelli che rappresentano i quattro elementi (Acqua, Aria, Terra, Fuoco), nonché un portale dalla terra al cielo, che permette la connessione tra il mondo dei vivi e l’aldilà. Gli altari vengono decorati con oggetti personali dei cari e pietanze preferite in vita. La morte fisica è
la più grande trasformazione, il momento in cui ci si unisce di nuovo al tutto. Festeggiare la morte, danzare con lei, serve per farle perdere mistero: si esorcizza la paura, riducendo il suo potere psicologico. Certamente l’umana tristezza per la perdita dei propri cari esiste, ma non offusca il significato più ampio del passaggio trasformativo: Si festeggia con gioia il viaggio che i morti hanno intrapreso. Guardare il mondo con occhi diversi ci fa crescere. Punti di vista diversi ci aiutano a spezzare le catene dei recinti invalicabili arricchendo e completando la nostra personalissima visione delle cose.